Sijachoka

🇬🇧

[Dear non-Italian speakers, I’ll try to translate most of the content of this site. Support my effort and forgive my mistakes.]

Sijachoka, in kiswahili, means I am not tired. It’s the opposite of nimechoka, I am tired. Here is the story, or maybe I should say some pieces of stories that span between these two contraries. It’s a travel journal, it’s a tale somehow naive and somehow elaborated about my discovery of a country, about the development of a project and all that has gone around it. It’s a story of names, places, continents and some feelings. Considerations written on the porch, while my glass of beer stands on the table and my hand holds the pen – but is ready to drop it in order to kill a mosquito. It’s a journal that has been delayed of two months with respect to its original content.

I left mid of January to reach Arusha, in the north of Tanzania, to accomplish a volunteer project with Viva Tanzania. I was teaching in a primary school for six weeks, and I tried to use the rest of my time to travel around. I came back mid March. I should spend some words to explain why I decided to go, why exactly in Tanzania, where and how I found my project, but all these informations are not here. You should imagine the prologue of this story, and probably its conclusion, and sometimes even things in between. Use your imagination. You can find ideas in the blog pages.


🇮🇹

Sijachoka (pronuncia: si-gia-ció-ka), in kiswahili, significa non sono stanco. È il contrario di nimechoka, sono stanco. Questa è una storia, o forse dovrei dire pezzi di storia che oscillano tra questi due opposti. È un diario di viaggio, racconto un po’ ingenuo e un po’ elaborato della scoperta di un paese, dello svolgimento di un progetto e di tutto quello che ha ruotato intorno. Storia di nomi, di luoghi, di continenti e di qualche sensazione. Riflessioni da veranda, un bicchiere mezzo pieno di birra sul tavolo, la mano che tiene la penna ma è pronta a lasciarla per scacciare una zanzara. È un diario in ritardo di due mesi circa sul suo svolgimento reale.

Sono partito a metà Gennaio con destinazione Arusha, nel nord della Tanzania, per un progetto di volontariato con Viva Tanzania. Ho insegnato per un mese e mezzo in una scuola elementare, e cercato di utilizzare il resto del tempo per viaggiare. Sono tornato a metà Marzo. Ci sarebbe un po’ da dire sul perché sono voluto partire, perché in Tanzania, dove e come ho scelto il progetto, ma tutto questo non lo troverete qui. Dovete inventarvi il prologo di questa storia, forse la sua conclusione, e a tratti anche quello che c’è in mezzo. Lavorate di immaginazione. Nelle pagine del blog ci sono gli spunti per farlo.

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